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Blog

17 giugno 2018
Text neck: la sindrome da abuso di tecnologia
I consigli del fisioterapista per combattere la sindrome da abuso di tecnologia
I consigli del fisioterapista per combattere la sindrome da abuso di tecnologia
I consigli del fisioterapista MedinBo e l’arrivo dell’estate: due alleati per combattere la sedentarietà e le patologie da essa causate.
L’arrivo dell’estate è l’occasione per fare un po’ di sano movimento, sfidare la sedentarietà e ridurre quei disturbi muscolo-scheletrici da essa causati.
L’uomo non è adatto per uno stile di vita sedentario ma si è evoluto per affrontare una vita dinamica: nel corso dei millenni la nostra struttura corporea è servita per correre velocemente, per arrampicarsi sui rami e successivamente per utilizzare utensili per la caccia.
La struttura si è adattata alla funzione. Se pensassimo di sfidare un gorilla a mani nude in una lotta fisica non avremmo possibilità di vincere, perché ha una forza superiore alla nostra e una struttura muscolare molto più sviluppata perché la forza è importante per le sue attività. Se invece sfidassimo il gorilla ad una gara di lancio avremmo ottime probabilità di vittoria, perché l’uomo ha sempre cacciato e il lancio è servito per la sopravvivenza.
Il nostro corpo è una struttura finalizzata al continuo movimento. Solo ultimamente, dopo millenni, in qualche decina di anni abbiamo fatto un improvviso cambio di stile di vita, il lavoro di ufficio, i computer, i televisori, i telefoni cellulari, improvvisamente ci hanno costretto a far lavorare il nostro corpo in contesti a cui non è abituato.
Non ci siamo evoluti di certo pensando di stare piegati ore e ore con la testa in avanti a stare a messaggiare con i cellulari!
Più della metà della popolazione mondiale possiede un telefono cellulare o uno smartphone costantemente connesso. Basta guardarsi intorno per strada, nei locali, sui mezzi pubblici per vedere persone di ogni età chine sui vari dispositivi. In questa situazione la testa è perennemente piegata in avanti e verso il basso in direzione dello smartphone e questo porta il rachide cervicale a un sovraccarico eccessivo e uno stress ripetuto.
Il peso del capo in posizione eretta si aggira tra i 4,5 e i 5,5 kg, mentre nel momento in cui si protende il collo in avanti e verso il basso il carico sul rachide cervicale può aumentare fino a 27 kg: è come pensare di sostenere con il collo una valigia piena di roba!
Molti di noi trascorrono dalle due alle quattro ore al giorno - 1400 ore all’anno! - in questa posizione innaturale.
Un numero crescente di pazienti, in particolare giovani, stanno invece segnalando dolori sia dovuti ad ernie del disco che a problemi di allineamento vertebrale della colonna.
Alcuni ricercatori americani hanno chiamato questa condizione sindrome Text Neck: in altri termini una sindrome da abuso di tecnologia.
In una fase iniziale la sola cosa che si avverte è una maggiore tensione a livello muscolare, poi si arriva a un frequente mal di testa, cervicalgia (dolore al collo), rigidità dorsale e del cingolo scapolo omerale (la spalla), formicolio ed intorpidimento degli arti superiori.
Questa postura scorretta può portare addirittura ad una perdita della fisiologica curva cervicale creatasi durante la crescita proprio con lo scopo di sostenere il peso del capo.
Ogni segmento della colonna vertebrale ha una sua curvatura ben precisa che serve per rendere il corpo più ergonomico: nel caso della cervicale questa curva si chiama lordosi. Nel tentativo di adattare lo sguardo al cellulare si tende a piegare di più il tronco con un aumento della curva dorsale (cifosi). Per controbilanciare, la curva cervicale si può rettilineizzare o addirittura invertire e questo può condurre a problemi che possono diventare anche gravi. Molti giovani ancora “in fase di sviluppo” trascorrono troppe ore con le teste chine su dispositivi di ogni genere, totalmente inconsapevoli di assumere posture scorrette che possono essere causa di deformazioni permanenti sul loro ancora giovane rachide.
Come evitare questa cattiva postura?
Ecco il consiglio del fisioterapista, Dott. Criseo, coordinatore dei fisioterapisti MedinBo: “il cellulare dovrebbe essere mantenuto in linea con il capo in modo da non inclinare la testa. Ho iniziato a mantenere questa postura in treno e, quando hai passeggeri che ti stanno di fronte mentre stai scrivendo un messaggio, sembra che tu voglia fotografarli. Può sembrare una posizione non naturale, ma è la posizione corretta.
Riassumendo:
  1. approfittiamo dell’estate per fare movimento e riportare il nostro corpo nello stato dinamico per cui è stato fatto;
  2. abbandoniamo cellulari e tablet o, se proprio non riusciamo, sforziamoci di utilizzarli con la postura corretta;
  3. utilizziamo al meglio il tempo libero per ascoltare il nostro corpo e, se riscontriamo sintomi persistenti, fastidi molto frequenti, dolori e rigidità, non trascuriamoli. Chiediamo consiglio ad uno specialista che saprà indirizzare al trattamento più opportuno con l’esercizio fisico, l’approccio manuale, la terapia farmacologica o chirurgica.

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